Ju Bin 2 si chiama “2” perchè il primo Ju Bin è quello di Paolo Sarpi. Sono diversi, quello in China Town è tipo una multinazionale in confronto a quello di Via Padova. L’1 farà minimo 600 coperti al giorno e ha due ingressi su due vie diverse per farti capire quanto è gigante. Ma le dimensioni – è notorio – non contano, bisogna saperlo usare. Sarò stato almeno 20 volte in uno e nell’altro. Non c’è paragone.

ODB che manda il Braulio, ain’t nothing to fuck with.

Strepitose pietanze.

Ol Dirty Bastard

Ol Dirty Bastard

Un team impeccabile, capitanato da Ol’ Dirty Bastard (la zia che gestisce la baracca). Braulio di default. Il menù consigliato dal sottoscritto è abbastanza asciutto; involtini vietnamiti, ravioli brasati (lo chef lascia un minutino in più i ravioli sulla piastra, quanto basta per dorarli alla perfezione – rendendo croccantina e allo stesso tempo vellutata la base del raviolo) e gamberi sale e pepe a volontà, tipo due piatti a testa. Ovviamente non è l’unica combinazione maxy-stylo disponibile, fanno un sacco di piatti (Cina, Vietnam e anche Thai mi sa) e li fanno tutti bene.

Gran libidine sarebbe un giorno farsi cucinare gli astici e i granchioni che tengono nell’acquario, fino ad ora non abbiamo mai azzardato tanto, non ce n’è mai stato bisogno. Ricorda: con 13/14€ mangi una cifra, bene, e bevi birra, caffè e il resto. Consigliata prenotazione, una prenotazione veramente difficile da effettuare telefonicamente, ve lo assicuro.

PS: il menù, fisicamente, è una bomba. Un librone con pagine da 3cm di spessore, illustrato pieno di foto veritiere della grande quantità di piatti per i quali optare.