L’autostop negli anni ’80/90 era un metodo molto in voga tra ragazzi sprovvisti di mezzo di trasporto. Andavi a ballare e poi facevi l’autostop per tornare a casa. Finivi la cena e facevi l’autostop per andare a ballare. Adesso essendo aumentato esponenzialmente il numero di psycho killers in giro di notte, mezzi pubblici notturni ed essendo aumentati esponenzialmente anche i giovani provvisti di mezzo di trasporto, l’autostop è praticamente scomparso.

Solo ogni tanto vedi degli scappati di casa così babbi che si mettono alla rotonda di Famagosta con un cartello con scritto Genova, quando ormai nessuno ti prende su e sai benissimo che prendere un treno senza biglietto e chiudersi in un cesso senza aprirlo per nulla al mondo ti porterà comunque a Genova ma senza dover stare 5 ore per strada solo per convincere qualche bauscia che va verso la Liguria a darti uno strappo. Quindi fatela finita di fare i frikkettoni con sta roba dell’autostop grazie.

Ora che ti ho raccontato il mio punto di vista sulla pratica dell’autostop, valutiamo il punto di vista della tettonissima Jordan Carver nella galleria d’immagini sottostante…