Torneo casalingo di Tekken hostato da Snoop che poi finisce in tragedia.

Colgo l’occasione per dare la mia su di un argomento stupido che è: il rap quando si deve relazionare con lo sponsor o la pubblicità. Il problema in Italia non è che Marracash si faccia pagare per giocare ai Pokèmon in uno spot Nintendo — come molti pensano. Il problema è che Marracash, dalla Nintendo è utilizzato come faccia e basta senza il minimo tentativo di collaborazione stilosa tra il testimonial ed il brand, gli viene fatta fare quasi una figura di merda (per la serie: ti pago, fai quello che ti dico). Mentre nell’esempio USA, che vediamo qua sopra, i videogiochi chiamano Snoop Dogg e lo riempiono di soldi uguale. Ma il prodotto che ne esce è figo, simpatico, orecchiabile e con un video ignorante, non fanno fare una figura di merda a Snoop insomma, anzi Snoop è utilizzato dal brand per sdoganare il nerdismo da videogiochi. Mi immagino che i nerd di Tekken siano felici di associarsi a lui. Quindi direi basta accanirsi con chi fa o chi non fa la pubblicità. Che i soldi servono a tutti, a chi ne ha e a chi non ne ha. Perchè come disse poco fa Stefano Ristori: i soldi non fanno la felicità, tanti soldi fanno la felicità.

Morale: in America i rapper li sfruttano meglio, in Italia ci arriveremo.