Ciao Pira, come va?

Bella Milon Gerba. Tutto bene.

Tu sei una persona creativa. Raccontami un po’ del tuo processo creativo.

Non saprei, penso sempre che per forma e aspetto il cervello assomigli ad un intestino contenuto nella scatola cranica, ma ogni volta che cerco di spiegare il processo creativo con questa metafora mi impappino.

Secondo te non è problema che oggi sono tutti creativi?

C’è troppa creatività, le strade sono piene di creativi che non riescono a trattenersi dal raccontarti tutto quanto riguarda gli ultimi frutti della loro creatività. Se ci fossero più fantasiosi e meno creativi, nei bar si sentirebbero sicuramente dei discorsi più divertenti e la gente non sarebbe costretta a chiudersi in casa davanti alla televisione per evitare i creativi.

Com’è nata l’idea dei fumetti disegnati male?

Cercavo di disegnarli bene e poi mi venivano così.

Le fanze de I Fumetti Della Gleba sono diventate, in certi ambienti, degli oggetti leggendari. Ci racconti come sono nate? E perchè non le fai più?

La rivista dei Fumetti della Gleba è nata come periodico di attualità e cultura, che in principio avrebbe dovuto essere distribuita come approfondimento culturale allegato a Tecnologie Meccaniche, la rivista leader dell’industria metalmeccanica italiana. Le peripezie di questo settore commerciale che, come si sa, è legato a esseri metà uomini e metà robot, per lo più privi di emozione, ci ha fatto ripiegare sulla scelta di un periodico fotocopiato e fortemente ispirato a “svegliatevi”, rinomata fanzine gratuita.
Quanto al fatto che la rivista non sia più pubblicata, ribadisco che sono tutte illazioni, falsità puerili lanciate da persone che non si interessano all’industria metalmeccanica. La rivista si fa e si continua a fare, la crisi della stampa è dovuta solamente al fatto che oggigiorno tutti quanti fanno le cose solo su internet dove basta schiacciare un bottone per avere un sito pieno di contenuti interessantissimi. Ovviamente, crescendo, le strategie di sviluppo non sono più le stesse: l’accumulo di capitali non è cosa sana e bisogna impiegarla in cose più intelligenti. I proventi determinati dai capitali investiti nel futuro saranno devoluti in fondi di ricerca destinati alla realizzazione di membrane planari ad uso di cittadini afflitti da difficoltà motorie ed economiche. L’obiettivo che da sempre ci poniamo, oltre al mantenere una qualità al di sotto della soglia della decenza, è senz’altro la mobilità aerea all’interno dei centri urbani. Allo scopo della promozione del volo quale alternativa alla sedia a rotelle per portatori di handicap, stiamo incentivando presso varie amministrazioni comunali la costruzione di numerose ed insormontabili barriere architettoniche. Come obiettivo a lungo termine, invece, ci auspichiamo la conquista dello spazio siderale attraverso l’utilizzo di navicelle spaziali di nostra produzione. Questo proposito sarà coronato, secondo le previsioni e le stime dei nostri esperti, con una sontuosa convention di fumetti autoprodotti su Andromeda nel gennaio del 2009.