Bufer
I graffiti sono sempre così belli, colorati, a volte non si riesce manco a leggere cosa c’è scritto ma risultano comunque delle belle scritte, quindi abbiamo deciso di affiancarci a Street Art Sucks e pubblicare qualche approfondimento su queste scritte colorate che belle.

Per il primo episodio di questa rubrica, destinata in partenza a diventare leggenda nell’ambiente underground milanese, italiano e perchè no anche internazionale (verrà successivamente tradotta anche in inglese, e in altre lingue mediante Google Translate), abbiamo scelto di intervistare un writer di nome Bufer.
Perchè proprio Bufer? Innanzitutto perchè è un amico, quindi lo sbatti è stato minimo: una sera l’ho beccato a caso e gli ho detto: “Facciamo un intervista per unotre!?” E Lui ha detto “Sì”. Il secondo motivo è che se non fosse stato un amico sarebbe stato comunque un writer degno di un intervista, perchè come vedremo in queste pagine web, il ragazzo fa dei graffiti niente male.

Bella Bufer. Cosa ne pensi della scena dei graffiti, te ne frega qualcosa oppure ti interessa scrivere e basta?

Mah guarda dipende… Se mettono un mio pezzo su una fanza o su un libro bella, son contento, ma se non mi mettono bella lo stesso, anzi, meglio, non mi interessa di essere sulla scena, l’importante per me è scrivere e vedere la mia tag in giro, della scena me ne fotto.

Bufer

Dopo ci sono anche i murales su wall.