1980. Grande anno per il running Adidas, una scarica di scarpe stupende e incredibilmente semplici, almeno se confrontate a quelle di fine 2008. Marathon 80, Marathon Training, Trx: modelli che hanno segnato un’epoca. Leggeri, essenziali, perfetti.
Come e più di quelli appena citati, la L.A. Trainer, che fu un successo spaventoso: tomaia traspirante in nabuk e nylon a maglie larghe, intersuola di polyair che la rendeva leggerissima e flessibile, e poi quei bollini nella suola. Non sono mica per bellezza. Qui siamo ancora ai tempi dell’utilità prima di tutto.


Utilità con un nome complesso, Vario Shock Absorption System: in pratica, una serie di tasselli a sezione cilindrica applicati nell’intersuola, che funzionano da ammortizzatori. Originariamente erano forniti in una bustina a parte, insieme a uno strumento di plastica azzurra che permetteva di inserirle nella suola. Ma mica a caso: a ogni colore (bianco, rosso, blu) corrispondeva una potenza di ammortizzazione diversa, e così nel pratico libretto di istruzioni c’era anche una tabella che spiegava come combinare i colori per ottenere le performance migliori, a seconda del proprio peso. Insomma: alla Lodo, per un po’ di jogging bastano due cilindretti bianchi; a Giampiero Galeazzi, tre blu e un rianimatore al seguito. Insomma erano belle, essenziali, e pure tecnologiche.