La guida di UNOTRE all'Arte

Ci sono sempre piaciuti molto i graffiti perché allietano le nostre città con immagini di cui bisogna cercare di capire il senso (tipo enigmi) e pippottini (detti “muppet” in gergo) molto simpatici che solitamente fumano.

Però come sai al sito più peso™ piace anche un’altra cosa: i soldi.

Esempio di soldi.

Dopo un attento esame della situazione e un accurato questionario ci siamo resi conto che chi pratica questa simpatica attività artistica urbana in linea di massima è molto molto povero.

Esempio di non soldi.

Con il solito spirito di successo™ vogliamo proporre una pratica guida per affrancarsi dall’arte di strada ed entrare nel magico mondo dove fare i disegnini permette di fatturare per davvero: l’Arte.
Le nostre mirabolanti proposte saranno commentate – per verificarne la fattibilità – da una persona che ha fatto lo stesso ragionamento prima di noi e, nonostante gli piacciano molto le sneaker e la compagnia di persone simpatiche, si è messa le scarpe di legno e ha imparato a presentarsi anche ad una cena con un fatturato pro capite medio a 7 cifre: Giannella.

Curriculum Vitae Davide Giannella

Davide Giannella è curatore indipendente. La sua ricerca è incentrata principalmente sulle possibili relazioni tra il sistema dell’arte e i differenti ambiti dell’orizzonte culturale contemporaneo (cinema, design, musica, editoria) così come sulla traduzione e declinazione, in contesti e piattaforme differenti, di progetti e contenuti artistici.

Ha lavorato parimenti per istituzioni pubbliche come la Triennale di Milano, il Museo Marino Marini, il PAC di Milano o per gallerie private e spazi indipendenti come Ramiken Cruicible o Le Dictateur.

Nel 2016 è stato Guest Curator del Milano Design Film Festival per il quale ha curato la rassegna Filter. Dal 2016 cura la programmazione dello spazio espositivo indipendente MEGA a Milano. Per la casa editrice Rawraw cura la collana “Paper Space Collcetion”.

È docente a contratto presso la NABA Milano. Collabora con diverse riviste di settore ed è consulente per marchi di design e moda.

Ha lavorato e continua a lavorare con i principali metodi di pagamento:

Minchia poco peso Giannella.

Abbiamo stilato una lista di episodi in cui l’aspirante artista presumibilmente si troverà durante il suo percorso di ricerca del successo™ economico e professionale e assieme a Giannella li abbiamo esaminati uno a uno per vedere come bisogna comportarsi.

1. Come introdursi correttamente a un gallerista

Quando ci si presenta a un gallerista MAI e poi MAI (anche se sei mancino) farlo con la mano sinistra. MAI riferirsi a se stessi come ‘artista’, devi usare delle perifrasi tipo ‘dipingo’, ‘costruisco oggetti’, ‘sono molto sensibile’. Nel mezzo di una conversazione con un gallerista ci sta fermarsi di tanto in tanto a fissare un punto nel vuoto con aria mega seria (per fare una buona impressione).
Giannella: sono molto sensibile lo sconsiglierei, tutto il resto è plausibile. Sicuramente non mi presenterei mai con il portfolio perché viene direttamente cestinato.

2. Come e perché andare alle fiere tipo Miart

In taxi. Perché sì.
Giannella: è vero gli incontri migliori li fai in coda al posteggio dei taxi. Perché andare? A parte le opere uno dovrebbe banalmente andare per fare pr.

3. Come condurre una trattativa di successo

Il segreto delle trattative nel campo dell’Arte sta nel passare repentinamente e di continuo da un atteggiamento deciso a un’aria di sufficienza e nel cambiare spesso idea. In questo modo l’interlocutore capirà che ha di fronte a sé un vero artista (e i veri artisti costano).
Giannella: mi sembra opportuno. La regola è che devi mantenere sempre e comunque un’attitude professionale anche se stai sbucciando le patate.

4. Come convincere un ricco mecenate che tu proprio tu sei la nuova merda

Prima ancora di presentarti spogliati nudo e esordisci con un aforisma sull’Arte tipo ‘la vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita’, poi chiedi se è d’accordo. A questo punto (se il ricco mecenate non se ne è andato) chiedi soldi.
Giannella: un po’ grottesca come scena. Corteggialo come fosse una bella donna, mandagli tutti i giorni un mazzo di rose.

5. Come aggiornare il proprio vocabolario dopo il passaggio centro sociale → galleria

Alcuni vocaboli che l’aspirante artista dovrà sostituire se non vuole sembrare inadeguato nel nuovo contesto sociale:

RAGA → CARISSIMI (es. raga andiamo? → carissimi vogliamo andare?)
SOCE → TOILETTE (es. vado al soce a fare un topippo → vado alla toilette a rinfrescarmi)
BELLO → BRUTTO (es. che bello → che brutto)
DROGA → VICTOR (es. hai portato la droga? → hai portato Victor?)
GAFI → ZOCA (es. è pieno di gafi! → chi è quel ragazzo con Victor?)

Giannella: carissimi è perfetto, perché è anche un po’ una presa x il culo e si usa davvero. Servizi meglio di toilette. La droga l’ho sentita chiamare anche Marlon Brando. Aggiungo:

HO PENSATO → HO IMMAGINATO
CI STA DENTRO → È CONFORTEVOLE.

6. Come aggiornare la propria immagine dopo il passaggio centro sociale → galleria

Devi vestirti solo di colori neutri tipo beige/grigio (il nero va bene se sei un performance artist). Butta via tutti i tuoi vestiti tranne le sneaker prodotte tra il 1988 e il 1998 e chiedi a tuo drepa se ti regala i suoi completi degli anni ‘80. Non stirarli mai e sporcali un po’ di vernice. Perdere i capelli può aiutare.
Giannella: le Vans tengono botta piuttosto bene. È ammessa la t-shirt con sopra stampato lo smoking (e purtroppo anche t-shirt + giacca).

7. Come spiegare la propria arte

Nel passaggio dai graffiti all’Arte non è rilevante cosa fai ma come lo fai e come lo spieghi. Spiega che utilizzi tecniche e materiali insoliti perché sei molto simpatico (tipo che fai sculture 3D di ketchup) e ricordati che tutto quello che fai è una critica alla società.
Giannella: sì, in alcuni ambienti c’è ancora questa cosa della critica alla società. Il consiglio generale è di parlare sempre di immaginari.

8. Come NON spiegare la propria arte

Non essere troppo preciso. Non gesticolare (non sei un architetto o un designer). Non dire MAI che non c’è un significato. Non pronunciare MAI i nomi dei colori primari. Non pronunciare MAI il nome di altri artisti. Non tirare in ballo la religione (a meno che non sei un performance artist).
Giannella: il significato univoco è da evitare, le chiavi di lettura sono sempre molteplici. Parla di progetti, non di opere, che è un passepartout perché poi puoi prendere sentieri laterali.

9. Come scopare come un artista

Non usare il preservativo. Parla di cose che non c’entrano un cazzo con il sesso durante il sesso. Anche se non ti piacciono dovrai sperimentare pratiche sessuali alternative tipo pissing e strawberry cheesecake. Vieni solo tu.
Giannella: mi sembra un piano a cui tutto sommato non si scappa. In più fallo solo per soldi.

10. Discorsi da fare a un vernissage

Una lista di 10 argomenti socialmente accettati a un vernissage peso:
1. Cinema sperimentale messicano
2. Quella volta che mi hanno arrestato in Iran
3. Droghe pesanti
4. Attori di Hollywood che sono ingrassati di brutto e poi dimagriti di brutto
5. Animali esotici
6. Dittatori preferiti
7. Alimenti che rendono dolce lo sperma
8. Proprietà immobiliari di famiglia
9. Pornografia alternativa
10. Ah, la moda
Giannella: un altro argomento è come riuscire a mangiare bene a Basilea.

11. Discorsi da NON fare a un vernissage

Una lista di 10 argomenti socialmente non accettati a un vernissage peso:
1. La finale di Champions
2. Quella volta che mi sono scopato la baby sitter
3. Droghe leggere
4. L’andamento dei mercati finanziari
5. Discorsi sul cibo
6. La figa
7. Le automobili
8. La musica rap (argomento socialmente accettato se sei un performance artist)
9. Film sui supereroi
10. I cani dei vips
Giannella: figa e Champions se ne parla, rap un po’. Si parla molto di Rihanna (Rihanna VS Beyoncé è un argomento hot), anche di Kanye West e di Drake. Discorso assolutamente da non affrontare: l’andamento sul mercato di un altro artista (dimostrerebbe insicurezza ed eccessivo attaccamento al danaro).

12. Come relazionarsi con i vecchi amichetti dei graffiti dopo essere diventati artisti di grido

I tuoi amichetti dei graffiti sono ancora molto molto poveri e per questo non possono seguirti nelle attività che hai iniziato a praticare da quando sei inserito nel meraviglioso mondo dell’Arte (tipo il golf e i viaggi a Miami). Non dimenticarti però che la base della vostra amicizia (la droga) può continuare a unirvi occasionalmente perché è un ponte tra i due ambienti.
Giannella: non è un ambiente così in fissa con la droga, ormai si è allontanato da quell’idea anni ‘80 di lusso e sregolatezza. Per mantenere un legame con gli amici dei graffiti (pur essendo un artista di grido) puoi continuare ad andare in piazza a fissare il vuoto, attività che fanno anche gli artisti di grido.

13. Come trasferirsi in un paese più propenso a finanziare la ricerca della tua via artistica definitiva

Vai in Svizzera.
Giannella: è credibile, così sei vicino alla mamma. Ci sono anche delle scuole che stanno formando un sacco di artisti di successo. Però prendi la residenza negli Stati Uniti o a Hong Kong.
Molto importante il contributo di Giannella che dice che sul fatturato a 7 cifre abbiamo esagerato ma sicuramente lo dice perché sa che ogni tanto ci legge la Guardia di Finanza (bella raga).
Questi punti non entrano nel merito della produzione aristica vera e propria perché come avrai capito non è la roba rilevante. La roba rilevante è riprogrammare in modo convincente la tua immagine di ragazzo con le sneaker sporche di vernice e 10€ sul conto per diventare un artista di successo (o un performance artist che si piscia addosso in metropolitana). Se segui attentamente questi passi sicuro ti veniamo a trovare tra qualche anno a Zurigo.