I Rap Core sono uno dei tanti gruppi rap underground italiani, sono de Roma, più precisamente di Ostia Lido. Si sono fatti conoscere in tutta Italia e in occasione della finale del DMC DJ Championship hanno regalato qualche pezzo (pezzo di musica eh…) anche a Milano. Il nostro Fabio li ha beccati e li ha intervistati. Buona lettura e mi raccomando supportate la musica rap se no non avremo mai i rapper ricchi come in America.

Come nasce RAPCORE e come comincia la scalata nella musica partendo da Ostia Lido?

Inizia con la stima e ed il rispetto reciproco che ci ha portato a formare questo collettivo 3 anni fà e con l’ ambizione che abbiamo messo nello scrivere le prime canzoni. Le opportunità per esibirsi e avere modo di essere ascoltati erano poche ma eravamo determinati ad arrivare a fare molti bei palchi con tutti gli artisti della scena italiana e oltreoceano, con l’umiltà di restare al posto nostro, rappresentando come meglio crediamo la nostra poetica.

Quant’è importante per voi quello che fate?

E’ paragonobile a una macchina respiratoria, che ti manda l’ossigeno necessario per vivere. La quotidianità ti assorbe nella sopravvivenza ma lo spazio che ci ritagliamo per coltivare questa passione è di poche ore al giorno. Ma è qualcosa di sacro, che ci dona un input per portare a termine qualsiasi desiderio o progetto.

All’ATM non ci sta moltissima gente, ma non era un concertone, dopo la finale di scratch un po’ di gruppi tra cui anche i mitici COV di Milano e i Barracruda hanno fatto 3/4 canzoni a testa. Si respirava atmosfera hip-hop.

I vostri testi sono molto diretti ed espliciti e molta gente si rispecchia nelle tematiche di cui parlate, citando stati d’animo, fatti di attualità e quello che succede intorno a noi… Il vostro lavoro viene apprezzato per il semplice fatto che la vostra musica a contrario di altra è vera, e scritta senza nessuno che vi dice come farlo…

Noi crediamo che la musica è l’unica via in cui abbiamo la completa libertà a disposizione, e ci piace riportare la nostra visione in presa diretta, una realtà non filtrata, cruda. Mettiamo le nostre parole al servizio delle persone che non hanno la voce o la forza per esprimersi. A volte abbiamo bisogno di metafore, espressioni e paragoni forti, per descrivere al meglio le situazioni.

Quanto riflette sulla vostra scrittura la politica e la situazione sociale del nostro paese?

Nonostante i fraintendimenti ci riteniamo un gruppo non schierato, apolitico, dato che non mettiamo etichette ai nostri ideali. Possiamo parlare di politica se i parlamentari prendessero il nostro stesso stipendio di massimo 800 euro al mese e facessero il loro lavoro spinti dall’amore. Il sociale di cui parliamo è solamente il nostro quotidiano, fatto di doveri più che di diritti, di persone private del loro sorriso, ma che ancora hanno la forza di combattere con i mezzi che hanno a disposizione.

Siete uno dei tanti gruppi che fanno parte della scena underground italiana… Forse l’unico o uno fra i pochi che ha ottenuto un notevole successo in breve tempo. Avete collaborato con artisti di successo sulla scena da molti anni, vi è servito ad essere quello che siete ora?

Se la musica ha un impatto forte nelle persone viaggia da sola, non serve chissà quale strategia di marketing. Se abbiamo girato in poco tempo è perchè cerchiamo di dare il massimo in ogni cosa che facciamo, cercando di essere noi stessi al cento per cento. I featuring sono serviti solo a confrontarci con altre realtà, e a condividere esperienze con degli artisti che rispettiamo. La nostra serietà ci ha portato a collaborare in molti altri progetti, e a condividere i palchi con i rapper di tutta Italia.

Negl’ultimi mesi avete sfornato video a raffica manco foste una casa cinematografica. Secondo voi qual’è il più riuscito?

Sicuramente Pugni al Cielo, è stato il primo video dove la gente si è accorta di noi. Cerchiamo di fare più video possibili e ovviamente essendo indipendenti ci arrangiamo un po’ come riusciamo con delle produzioni che spesso sono low budget, ma dietro ci sta lo stesso lavoro e molto più sacrificio. Siamo in preparazione di numerosi videoclip estratti da Intifada, e li ne vedrete delle belle.

In questo video tutti i componenti del gruppo vengono ammazzati.

Un artista straniero con cui fareste un featuring?

Per Dr Cream sicuramente Raekwon del WuTang, per Truth Immortal Technique, per Rasty Prodigy dei Mobb Deep e per Deal Pacino The Game.

Da Rapcorevolucion a Intifada cos’è cambiato ?

Rapcorevolucion era solo un ep di presentazione, e su Intifada abbiamo fatto il passo dopo, l’evoluzione, sia per coerenza di pensiero, che di sonorità.

Restare veri e coerenti in quello che si crede può essere la strada giusta verso il successo?

Sì… Per successo noi intendiamo in primis quello personale, ovvero sentirci appagati e a essere emozionati da una nostra canzone o da un nostro lavoro di qualsiasi genere. Per noi è una valvola di sfogo, e quando tocchiamo il foglio con la penna, è la nostra confessione più intima e non ci preoccupiamo più di tanto di cosa ne possa pensare la gente.

Questa domanda va a Deal Pacino… “Passione & Sacrificio”…un piccolo resoconto sull’andazzo del tuo disco solista?

Il disco sta andando bene, sicuramente meglio delle aspettative, infatti stiamo per ristampare le copie. La gente si e indenficata molto nei pezzi e ci hanno supportato da Palermo fino a Venezia. Sono in uscita con un altro videoclip oltre a “Manca L’aria” e “Maldito”, e avrò due bravi attori nel cast ma non voglio anticiparvi nulla.

Lavori in sviluppo per il futuro / prossime uscite?

Per adesso stiamo progettando il secondo disco. sicuramente puntiamo ad essere fuori prima di fine anno, più seri e crudi che mai.

Intervista e foto di Fabio Celli

Questo è il loro ultimo video uscito qualche minuto fa.

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