Un paio di settimane fa è uscita su UNOTRE un’intervista ai Rap Core, e siccome il nostro uomo Fabio Celli al tempo colse due piccioni con una fava, ecco l’intervista pure ai Barracruda, altro gruppo rap, che suonò all’ATM la stessa sera. Entrambi costituiscono la realtà underground che sta sbocciando nella capitale.

Cos’è Barracruda e come comincia il tutto?

RAK: Barracruda è la fusione tra me e Marciano sui beat di mio fratello Arne. La storia del gruppo appartiene allo studio Malatesta Recordz, dove già prima di conoscerci, sia io che Marciano abbiamo registrato i nostri 2 lavori solisti ( Vera Vita/A denti Stretti) con Giordy Beatz. Barre Crude Mixtape è il lavoro che ha confermato la formazione del gruppo… Diciamo che è stato un modo per presentarci e confrontarci prima di un album ufficiale!

A novembre 2010 Honiro presentava il vostro mixtape: Barrecrude Vol 1. Featuring e produzioni musicali del vostro tape?

MARCIANO: L’idea del tape è stata principalmente di Arne… 12 Beat su 18 sono prodotti da lui. Per il resto ci sono 2 beat di Sick Luke, 2 di Lc Beatz e 2 targati Tevere Beatz, tutte produzioni originali. Al microfono abbiamo parecchi feat. 1zuckero, Chicoria, Giudafellas, Il Turco, Suarez e Lino, Gast, Rasty Killah, Basilare, CruelT, Cole.

Quello a sinistra è Rak, quello a destra è Marciano. Il tipo ancora più a destra non suona con loro.

Il vostro è una sorta di hardcore rap, se così possiamo definirlo. Cosa vi ha portato ad affezzionarvi a questo genere?

RAK: Hardcore rap è una definizione che non so manco che significa esattamente… Per quanto mi riguarda ho sempre pensato a fare RAP… E basta. Il discorso dell’hardcore rap lo posso capire sui testi e sul modo di portà avanti la nostra musica… Mi son avvicinato al rap da piccolo grazie a mio fratello… Lui collezionava vinili e registrava le cassette di Yo Mtv Rap… E io so partito da là… Ecco da sto punto de vista coi tempi che corrono HARDCORE RAP!

MARCIANO: Se per hardcore rap intendi un rap che non assomiglia al coro dell’oratorio, ce posso pure stare! Ho sentito addirittura dire in giro che faccio metal e non rap perchè le tracce che faccio sono pesanti… Io mi esprimo in modo crudo sulle tracce perchè arrivi in maniera più diretta. In realtà a casa ascolto Marvin Gaye… Non è che che sto tutto il giorno a pomparmi hardcore…

Quanto influisce la vostra vita nei testi che scrivete?

MARCIANO: Diciamo che la nostra vita incombe nei testi che scriviamo… Se per esempio ti senti A denti stretti, il mio primo disco da solista, è una specie di specchio di me stesso… Come d’altronde Vera vita di Rak… Sono periodi di vita riversati su un disco.

Il rap in Italia è ancora un mondo poco credibile e sottovalutato a contrario degli Stati Uniti. Poco sviluppato rispetto ad altri generi musicali, colpa forse delle radio che non lo passano o delle major che tendono a cambiare il flow di un artista. Come sperate possa cambiare la situazione?

RAK: La differenza la fà la gente alla fine… Ci so diverse realtà indipendenti in Italia che riescono a macinare alla grande… Ecco, se le persone ci supportano e supportano il rap indipendente, in un modo o nell’altro spostano l’attenzione da parte delle major e delle Radio immagino… Stiamo a vedere…

MARCIANO: Quando ero ragazzino io non c’era davvero un cazzo. Per comprarti un tappino degli spray dovevi chiamare uno che te lo spediva etc etc… Ora ci sono negozi che vendono di tutto, il rap è dovunque, soprattutto grazie ad internet e a Facebook… Mentre da piccolo eri quasi un cretino se lo facevi e stavi in Italia… Secondo il mio punto di vista da quei tempi ad ora c’è stata un evoluzione mostruosa per quanto riguarda l’hip hop da noi… Ma si può fare troppo di meglio.

Preferite essere indipendenti e fare musica vera e seria, senza leccate di culo (tanto di cappello)… Ma se doveste ringraziare qualcuno?

MARCIANO: Per quanto mi riguarda, non ho mai gradito chi dice cosa o come devi fare. Io e Rak pensiamo che se ti piace fare questa roba è giusto che tu ti esprima come vuoi. E per quanto riguarda le leccate di culo, non ho mai gradito nemmeno il sapore della merda, quindi evito sin da quando sono nato a non regalare nulla a nessuno se non se lo merita. Ovviamente io sono mezzo borghese e mezzo morto di fame, da solo non avrei potuto fare tutto questo e grazie a Ludovico Miani (TAK production), mio migliore amico e mio manager artistico siamo riusciti a portare in alto le lavorazioni. In più un immancabile grazie a Giordano aka Giordy Beats, perchè, oltra alle infinite basi che ci ha donato è stata la persona che mi ha fatto conoscere Rak e nel suo studio è nato tutto.

RAK: Se dovessi dire grazie a qualcno ti direi subito mio fratello Arne e Giordy, perchè senza di loro forse non esisterei nemmeno come mc… Inoltre nell’ultimo anno Barracruda è diventata una famiglia composta da varie persone disposte a collaborare, e Tak Production ha fatto un lavoro da paura sul mixtape e su tutti i live che abbiamo avuto la possibilità di fare. Big-up pure per Propaganda e Honiro, con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare per degli eventi a Roma. Sulle leccate di culo purtroppo c’è chi ne ha fatta una mentalità.. Un modo di ragionare, e diciamo che noi, e altre realtà potenti a Roma, siamo i nemici numero uno di questa mentalità, basta chiede un po’ in giro!! Eh Eh.

Nei vostri lavori futuri avremo modo di assaporare ancora una volta basi, fixing del grande Giordy Beat (r.i.p.)?

MARCIANO: Sul nuovo disco da solista di Rak (Rappresento) ci sono ben quattro produzioni di Giordy (di cui 3 indedite), mentre una è gia fuori in anteprima con il singolo Qualcosa che non va… Peace man!

Dal web abbiamo assaggiato un poco del vostro ultimo lavoro… La saga del Barrecrude Mixtape continua. Novità rispetto al Vol. 1?

RAK: Il Vol.2 sarà caratterizzato da featuring da tutta Italia. Dopo il primo volume vogliamo andà ancora più a fondo nei contenuti, continuando a trasmettere quello che viviamo e pensiamo senza troppi calcoli.

Clicca play per ascoltare B.A.R.R.A.C.R.U.D.A. (Barrecrude Mixtape Vol. 1)

Guarda il video di L’accattone feat. Il Turco (GDB)


Intervista e foto di Fabio NoOne Celli.

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