Come sempre UNOTRE si muove in anticipo.

La nuova strada (intesa come luogo di aggregazione dei giuovani) potrebbe essere la campagna? Saremo presto costretti a condividere le nostre amate città con le bestie? Come si interagisce col dominio animale? Come si addomestica un porco selvatico? Finalmente “vacca” smetterà di essere un epiteto dispregiativo?

In altre città del mondo animali e umani convivono da millenni.

Queste sono domande importanti.
Per non arrivare impreparati a questo momento storico molto probabile abbiamo deciso di introdurre sul sito più peso© il tema dell’allevamento, e di spiegarti come si interagisce col mondo animale.

In questa foto: l’allevamento.

Consulente speciale una persona che si è già mossa in questa direzione anticipando tutto e tutti: Shablo, che vive con Urubamba dopo che si è innamorato degli alpaca durante un viaggio in Perù.

Urubamba.

Tornato a Perugia – dove Shablo abita e dove c’è un mega allevamento di alpaca (Perù / Perùgia mmm sarà un caso?) – ha fatto l’acquisto definitivo.
Assieme a Shablo esamineremo degli episodi con spiegazioni e immagini per capire come si fa a diventare un allevatore e a interagire in modo corretto con il regno animale.

1. Come nutrire correttamente la bestia

A differenza degli umani gli animali non mangiano 3 volte al giorno perché non guardano la pubblicità, a loro ne basta una. Per dare da mangiare a un animale di taglia medio-grande occorre un catino in cui bisogna rovesciare secchiate di mangime per circa un terzo del peso dell’animale. Per convincerlo a mangiare il cibo se non ha voglia basta fare la finta che glielo togli, l’animale ci cascherà e inizierà a mangiare di brutto.

Fondamentale sostenere lo sguardo di sfida della bestia mentre gli togli il cibo.

Ciao Shablo, a che ora ci si deve svegliare per dare da mangiare alla bestia? L’alpaca è un animale molto autonomo, si auto ciba. Devi avere alcuni ettari di terreno – in città sarebbe un pelo sbatti – e lui va in giro e mangia erba da solo. Non ho più bisogno del giardiniere e ho il prato precisissimo. Ogni tanto gli do il fioccato – che è una roba di cui è goloso – per renderlo felice.