Mino e Cinzia
Giacomo detto Mino è uno dei tanti ragazzi non-di-Milano che popolano Milano per studiare. Non lo conosciamo da molto e non lo conosciamo molto ma quando ci ha fatto vedere i suoi disegni ci siamo presi stramegabene. Non è nient’altro che un bravo disegnatore ed una brava persona. Così coccolona da parlare due volte della sua fidanzata e di quanto è brava solo nelle prime tre domande.

Presentati che qui ti conosciamo in pochi.

Ciao, sono Mino (Giacomo Luchena), sono di Pantano (Pesaro) e vivo a Milano. Mi piace disegnare, ascoltare la musica, portare il cane al parco di notte e ho una morosa che è una figata.

Com’era Mino prima di essere il Mino dei tatuaggi, del ciuffo e delle bretelle?

Ero un ragazzino ciccio che passava un sacco di tempo a fare dei disegni e a comprare dei libri. Poi sono dimagrito ed ho iniziato ad andare ai rave, ad uscire con le signorine e per un po’ ho disegnato meno ma da quando è tornata la panza disegno di brutto.

Molti tuoi disegni sono ispirati a figure ed illustrazioni già esistenti, qual è la differenza tra il copiare un’illustrazione antica o rielaborarla e renderla cosa propria? A volte non è frustrante trarre un illustrazione dal lavoro di qualcun’altro?

Tutto quello che disegno proviene da una ricerca ben più vasta, è vero ho una passione sfrenata per il medioevo e per il suo modo di schematizzare tutto, però nel mio lavoro ci sono riferimenti molto oltre a quello, mi piacciono le forme d’arte amatoriale, il processo che le identifica più che il risultato finale. Sono affascinato dalla pittura usata negli anni ‘80 per i manifesti del cinema e per le scatole dei videogiochi, mi piace l’estetica di internet nel “periodo” Netscape, poi va beh è normale, più ricerca si fa più immagini la tua testa è capace di rielaborare. Per questo la mia ragazza mi aiuta molto, è molto brava ad usare internet e scovare piccole finezze. Dalle immagini antiche prendo più che altrò l’impostazione grafica che poi si lega molto allo stile tradizionale del tattoo, il fattore “mistico” e l’uso dei simboli. Ti posso dire che non è per niente frustrante anche perchè ultimamente mi diverto così, poi porto avanti anche una produzione di immagini digitali che sicuro piacciono solo a me e a Manu, però è un altro discorso.

pantano rej