Ue vagazzi il leopavdo tiva sempve di bvutto nello stveetwear! Comunque avete rotto i coglioni che non sapete un cazzo quindi ora ve lo dico io come stanno le cose, così sapete come argomentare in piazza il fatto che il piumino della North Face voi c’avete quello limited. Già mi immagino poi la nuvola di piume volare per via della coltellata.

Il leopardo stampato su stoffa, su pelle, su cavallino è sicuramente una delle tendenze che dura da anni e che ogni stagione viene riinterpretata e introdotta nelle sfilate di molti stilisti e anche nelle collezioni accessori. Il leopardo, quello vero, apparve indossato da Marian Nixon, attrice americana, nel 1925. Passeggiava con al guinzaglio un vero leopardo. Qualche anno dopo, nel 1930 circa, nella sartoria parigina del Barone Christoff von Drecoll diretta da Meussieur Besancon de Wagner (padre di Maggie Rouff, grande creatrice di moda) fu realizzato un completo in seta dorata chiuso alle caviglie come un pantalone da odalisca e abbinato ad una giacca di leopardo. Jeanne Paquin, altra grande sarta degli anni ‘0-30, abituata ad usare molte pellicce nelle sue collezioni, fece un cappotto di leopardo, creando una certa reazione. Negli anni ’40 le Soeurs Callot realizzarono un abito da giorno con un grande collo di leopardo e un intarsio sempre in pelliccia all’interno delle tasche.

Spiegazione storica © Franca Sozzani (come avrete intuito dalla grammatica incerta).

Ci sta pure o’ trolley! Basta un dito!

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