Fumatti II – La Tremenda Lulù

Fumatti I - Tremenda Lulù infamante

L’hula-hop indiavolato parte da Lulù che fracassa i coglioni a una tipa al parco col bebè e tira in mezzo gli altri bambini a insultarlo, carisma e cattiveria allo stato brado.

A questa bimba sfrenata e priva di madri, incline all’ozio e ai bagnetti (e con tanto di governante, che ne tradisce l’alto ceto d’estrazione), egli affidò il suo sguardo sarcastico sull’epoca che stava vivendo. Se il disegno può ricordare quelli dell’infanzia, il testo (vergato in un corsivo minuto dall’autore stesso, e che ha reso impervie le edizioni in altri paesi) rivela presto la natura dell’opera, decisamente per adulti, ed è pungente nell’irridere le avanguardie artistiche e letterarie così come le convenzioni borghesi, all’epoca ancora solide.
Fumatti I - La Tremenda Lulù

La Tremenda Lulù è una sorta di maschera (con occhietti distanti e un sorrisetto sghembo, che le conferiscono acume e impudicizia), da dietro la quale vengono fustigati vari conformismi; benchè, alla fine di alcune tavole, paia d’intuire che sia sopratutto la Bruttezza, in ogni sua forma, l’imperdonato bersaglio delle monellerie di Lulù.
Più inquietante di lei, invero, è il suo topone bianco, che parla sempre in inglese, del quale dice, mentre lo tiene in braccio: “E’ la mia bambola, è il mio bebè”; è nel suo corpo a goccia che ella affonda i piedini, per scaldarsi; è lui che segue i vecchi pedofili dal cuore infranto ai quali lei SEMBRA preferire i giovinotti (ma poi si ravvederà), rincuorandoli con un “Poor old fellow!” … E, quando una donnetta spicca il volo da una finestra, suicida per aver letto il trattato esistenzialista della Lulù “Dello Smuchk e del Pluck”, il topone commenta (dopo che la poveretta si è abbattuta sul marciapiede facendo “Pluf!”): “ Lulù, when she was down, she said Pluf! Ah! Ah!”.

La figata di Lulù è che esce sempre indenne dalle infamate che elargisce, le infamate aumentano il suo carisma, c’avrà ganci pesi in politica..


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