Fumatti II – La Tremenda Lulù

Fumatti I - Tremenda Lulù
Secondo puntello coi Fumatti. La Tremenda Lulù è un fumetto degli anni ’50 ideato e realizzato da Yves Saint Laurent. La Lulù è semplicemente una zoccola nel corpo di una bambina disegnata pure di fretta, stizza come una turca, si spoglia davanti alla gente o in tele e fa sbroccare pesantemente più persone possibili. C’ha pure un topone che parla mezzo-inglese.

Nato a Orano, in Algeria, nel 1936, Yves St. Laurent cominciò a lavorare per Christian Dior nel 1953; quattro anni dopo, a seguito della morte di Dior, viene chiamato a succedergli. Lo stilista è appena ventunenne. Risale a quel periodo la produzione a fumetti del giovane St. Laurent (rimasta poi episodio isolato nella sua carriera); in forma di brevi storie autoconclusive ( dalle due alle quattro pagine), essa è incentrata su un unico personaggio: la “Vilaine Lulù”, una bambina grassottella e pestifera nella tradizione degli “enfants terribles” che avevano inaugurato, già decenni addietro, la storia del fumetto (primi fra tutti Max e Moritz, seguiti dai più celebri Yellow Kid, Bibì e Bibò, ecc.).

Pare che St. Laurent realizzasse queste tavole, quando era impiegato presso Dior, per divertire i collaboratori, e che lo stesso Dior ne fosse un estimatore: anzi, l’autore, in apertura del volume, ricorda come un collaboratore di Dior, travestitosi dopo l’orario di lavoro, gli fosse apparso inquietante, con la sua aria furba e testarda, la gonna rossa e il cappello da gondoliere; dicendo a costui: “Tu sei la tremenda Lulù”, trovava anche il nome del suo personaggio.
Il fumetto vede le stampe alcuni anni dopo, nel 1967, su incoraggiamento di Francoise Sagan, buona amica dello stilista, e alla quale è dedicata una tenera parodia del suo romanzo d’esordio ‘Bonjour Tristesse’ nelle tavole (quattro) che vedono la tremenda Lulù protagonista di una vicenda chiamata ‘Bonjour Glou Glou’: l’editore sarà Claude Tchou, nel cui catalogo prestigioso figurano anche libri di Paul Eluard e di Andrè Breton.
Ristampato nel 2002 in tiratura limitata e firmata, il libro torna nel 2003 in un’edizione destinata ad un più vasto pubblico, ed è questa sua recente uscita a suscitare polemiche che non aveva conosciuto l’edizione degli anni ’60: alcuni, prima in Francia e poi in Italia, vi hanno visto contenuti profondamente diseducativi per i piccoli lettori ai quali il tipo di disegno sembra destinarlo.
In una tavola d’apertura, St. Laurent metteva in chiaro che la Tremenda Lulù non era per lui una sorta di alter ego, come lo fu Madame Bovary per Flaubert; si definiva piuttosto “il suo Papà”, affidando a Claude Tchou il ruolo di padrino.

Fumatti I - La Tremenda Lulù

Lulù è pure sadica e parecchio infame, tirerà tutte le ragazzine grasse a farsi pestare dai lottatori per dimagrire e collega pure le bambine magre a dei sacchi di grasso da bere.


Lascia un Commento


close