Cinema Difficile I – Jean Vigo
Questa è una foto fatta a casa di S.Stallone, potete vedere i 72 coltelli da Rambo che S.Stallone custodisce con gelosia.
Per chi avesse in bocca in questo momento le parole ‘Arte del cinema’ o ‘Il cinema è un’arte, l’arte è l’insieme e il cinema è un suo sottoinsieme…’ chiedo il permesso di affermare la mia negazione. O si traccia questo limite oppure, come infatti capita adesso che i nuovi ‘revolver cinematografici’ non richiedono più un porto d’armi, chiunque capace o incapace di un video potrebbe dire di fare cinema.
L’arte ha già consumato la speculazione semiotica tanto che, come dicevo pocanzi, chiunque abbia una telecamera in rec e il pensiero di girare qualcosa può già senza dubbio definirsi artista. Ma il cinema si basa su principi meno intelluettuali per censurare o incoronare la nascita di un nuovo genere e se io mi mettessi in rec con un pensiero in testa, per quanto sperimentale e funzionale che fosse, sarebbe nel cinema comunque ancora semplicemente un primo giorno di gavetta amatoriale da stagista.
Jean Vigo è invece uno di questi miracoli istantanei: macchina da presa, pensiero e da subito cinema, una polaroid cinematografica. Morto a ventinove anni, probabilmente verso gli ultimi giorni di sviluppo, nella camera oscura che sta poco prima dell’uomo maturo.
Eccola la sigla di Fuori Orario. Che noiaaaaaaa, meglio questo.

