Cinema Difficile V – Georges ‘Gorgeous’ Schwizgebel
Ai tempi d’oro, vestito da Jabba The Hutt fumando un narghilè nel backstage. I-DO-LO già nell’83. In Star Wars il mio ormai attore preferito ha interpretato anche C-3PO e R2-D2 spesso contemporaneamente.
I colpi di scena sono le transizioni dietro le quali meglio si cela l’intero telaio operaio del backend, back-stage, dietro le quinte, dietro il sipario, dei video di Georges. L’animazione in questi termini è una catena di montaggio d’alto artigianato. E’ il paradosso produttivo della ripetitività creativa, migliaia di disegni simili ognuno caricato da una diversa sfumatura di tenera espressività pastellosa.
Qualche anno fa credevo che dentro alla mascotte del Milan ci fosse Oliveira, invece E’ PROPRIO LUI: il cane, la tartaruga, Jabba, sempre lui. Con l’avvento della computer grafica 3D nel cinema non servono più gli stronzi che si mettono i costumi per fare i Jabba della situa. Il Milan l’aveva assunto ma 2 anni fa l’ha venduto e coi soldi non c’ha fatto un cazzo guarda caso.
Gli snodi cruciali sono attimi genuini di genio. Quando ne “L’homme sans ombre” viene stipulato il patto con il diavolo, senza una sola parola tra i personaggi, tutto ciò che succede chiarisce inequivocabilmente i termini del compromesso, e in un vorticoso, accecante morphing, si mostrano le conseguenze. “L’home sans ombre” è uno dei pochissimi corti narrativi di Georges, è una fiaba con la morale delle favole dove il tema della tentazione viene annunciato in sordina con la comparsa del colore. Tralasciando l’animazione del countdown, infatti, dall’ingresso del protagonista fino al luogo del ‘contratto demoniaco’ la vicenda si svolge in tono metaforicamente blu/grigio/bianco. Rosa/rossi/verdi/gialli faranno il loro ingresso soltanto una volta superate le porte del peccato.
Difficile Georges, “Jeu” è l’esatta immaginazione che mi sono creato degli scompartimenti del suo cervello. “Jeu” è una danza aritmetica di figure via via sempre più sinfoniche, un cubo di rubik fatto da piccoli cubi di rubik senza la pressione della soluzione, semplicemente nel diletto delle combinazioni possibili.
Certo va detto che Georges in quarant’anni di attività, nel bene o nel male, ha sempre riproposto le stesse figure: persone, cavalli, palazzi, uccelli, paesaggi di valli e montagne, figure classiche, specie nel mondo animato. Per cui se vai cercando figate avanguardistiche di disegni steampunk, o le animazioni che hai visto su youtube fatte da Blu, a lungo termine, passata la botta della novità, Georges potrebbe urtare la tua insensibilità. Personalmente invece anche questo particolare di apparente stucchevolezza lo trovo brillante e tanto impegnativo quanto ogni bottiglia del pittore Morandi, uno sforzo assoluto di bonifica e fertilizzazione delle aree creativamente aride dei nostri pensieri.
Se volete approfondire cliccate sui nomi dei films:
- Fugue
- Jeu


Lascia un Commento